La domanda che muove tutte le storie

C’è una cosa che accomuna tutti i libri, i film e le storie che ci sono rimaste dentro.
Non è la trama.
Non è lo stile.
Non è nemmeno il finale.

È una domanda.

Una domanda semplice, spesso detta quasi per gioco:

“Che cosa accadrebbe se…?”

Se ci pensi, ogni storia parte da lì. Da un piccolo “se” che manda in crisi la normalità. Prima ancora di sapere come andrà a finire, l’autore sa che vuole vedere cosa succede quando qualcosa cambia.

Che cosa accadrebbe se il potere non si limitasse a controllare i corpi, ma arrivasse a governare i pensieri? Da questa domanda nasce 1984 di George Orwell.

Che cosa accadrebbe se il destino del mondo non fosse affidato a un eroe, ma a una persona qualunque, piccola, fragile, riluttante? È la domanda che muove Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien.

Che cosa accadrebbe se un bambino guardasse il mondo degli adulti dall’esterno? È il punto di vista da cui prende forma Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry.

Che cosa accadrebbe se una persona si svegliasse improvvisamente trasformata in altro?
Il tema viene esplorato nelle Metamorfosi di Franz Kafka.

E nel cinema la dinamica è la stessa.

Che cosa accadrebbe se la realtà fosse solo una costruzione, una simulazione, e qualcuno ci offrisse la possibilità di vederla per ciò che è? Senza quella domanda, Matrix non esisterebbe.

Che cosa accadrebbe se un uomo scoprisse che tutta la sua vita è stata osservata, registrata, trasformata in spettacolo? Da qui nasce The Truman Show.

Che cosa accadrebbe se il cammino esteriore fosse solo un pretesto per un viaggio molto più profondo? È una domanda che attraversa Forrest Gump, ma anche molte storie antiche, dai miti ai romanzi di formazione.

Che cosa accadrebbe se potessimo entrare nei sogni degli altri?
In modo non sempre facile da comprendere, prova a dare una risposta il film Inception

La cosa interessante è che la trama arriva dopo. Prima c’è sempre una curiosità, quasi infantile. Un autore non inizia scrivendo cento pagine: inizia facendosi una domanda che non lo lascia in pace.

Ed è forse per questo che alcune storie funzionano e altre no.
Non perché “succedono più cose”, ma perché la domanda è più viva. Anche il mio libro nasce da una domanda.
Nei prossimi articoli proverò ad avvicinarmi a quella domanda, senza fretta.

Un pensiero su “La domanda che muove tutte le storie

Lascia un commento