Vita e Mondo: ricordare la sorgente

Che differenza c’è tra ciò che vive e ciò che semplicemente funziona?
E perché un seme e un grattacielo, pur puntando entrambi in alto, non parlano della stessa “ascesa”?
In questo articolo distinguo Vita e Mondo con parole semplici: la Vita è movimento che nasce da sé, relazione continua con ciò che c’è; il Mondo è il regno delle forme costruite, utili ma derivate. La metafora centrale è chiara: il seme germoglia in simbiosi col sistema-Vita; il grattacielo esiste finché lo alimentiamo. Esploro il rapporto tra Apparenza (forme, ruoli, protocolli) ed Essenza (presenza, respiro, verità) e propongo una bussola pratica per capire se stiamo servendo la Vita o il Mondo. Continua a leggere Vita e Mondo: ricordare la sorgente

Vicino non è futuro: è qui. Pensieri in quota su un “Regno” che abita lo spazio

Due domande: e se “il regno di Dio è vicino” non significasse “tra poco”, ma “qui, accanto”? E se bastasse spostare lo sguardo di un passo per accorgercene?
In montagna l’ho capito: la realtà non cambia, cambiamo noi. “Vicino” è prossimità spaziale, non scadenza temporale; è qualità della presenza, più che meta da raggiungere. Il Vangelo lo dice semplice: in mezzo a voi. Le tradizioni spirituali concordano — dalle Upanishad al Tao allo Zen —: la profondità abita il quotidiano. Quando rallenti, ascolti, ringrazi, quando tratti l’altro come relazione e non come mezzo, il “Regno” affiora come luce fra le nuvole su una cresta di sfasciumi.
Questo articolo racconta come passare dal poi al qui: dal controllo all’ascolto, dall’accumulo alla densità, dalla prestazione alla cura. Non altrove. Adesso. Continua a leggere Vicino non è futuro: è qui. Pensieri in quota su un “Regno” che abita lo spazio

Arriverà ciò che dovrà arrivare e se ne andrà ciò che dovrà andarsene, come l’eterno fluire delle onde del mare sulla battigia.

Perché soffriamo quando le cose cambiano?
E cosa accade se smettiamo di opporci al loro fluire?
In riva al mare, l’onda che si allunga e si ritira diventa metafora dell’impermanenza: ciò che deve arrivare arriva, ciò che deve andarsene se ne va. Da Eraclito a Buddha, da Lao-Tzu a Marco Aurelio, il post mostra come la saggezza antica converga sulla stessa lezione: la gioia nasce dall’accettazione, non dal controllo.
Relazioni che finiscono, lavori che cambiano, sintomi che restano: tutto può diventare “onda” se impariamo a surfare invece di farci travolgere. Leggi l’articolo completo e lasciati portare dalla corrente. Continua a leggere Arriverà ciò che dovrà arrivare e se ne andrà ciò che dovrà andarsene, come l’eterno fluire delle onde del mare sulla battigia.