Luca
Chiedere a un cercatore chi è, è come chiedere a una pianta cosa sarà quando è ancora un seme. Il seme custodisce un potenziale, ma la sua identità emerge solo attraversando il buio della terra, lo slancio verso la luce, la danza delle stagioni. Entrambi sono in un processo di scoperta e trasformazione, in cui la risposta non è mai fissa, ma evolve con l’esperienza.
Il “chi sono io” è una domanda profonda che tocca l’essenza dell’identità, coinvolgendo psiche e spirito. Nella ricerca individuale, non si tratta solo di etichette o ruoli sociali, ma di esplorare la propria anima, le passioni e le paure. Ogni risposta può portare a nuove domande, spingendo il cercatore a scavare sempre più in profondità.
In questo viaggio, l’importanza sta nell’esperienza e nel momento presente. Così come il viaggiatore può scoprire luoghi inaspettati lungo il cammino, il cercatore può incontrare aspetti di sé che non conosceva o che col tempo percepisce in modo diverso, arricchendo la propria comprensione di chi è realmente. La ricerca diventa quindi un atto di apertura e accettazione, un invito a esplorare le sfide e le bellezze della propria esistenza.
Ah dimenticavo… mi chiamo Luca, classe 1975, e sono nato nel cuore del Trevigiano, dove ho sempre vissuto. Fin da ragazzo ho nutrito una grande curiosità verso la conoscenza e la riflessione: durante gli anni del liceo scientifico, mentre studiavo formule e teoremi, sentivo già il bisogno di cercare risposte più profonde alle prime domande esistenziali che affioravano in me.
Nel 1994, il libro dal titolo “La profezia di Celestino” mi ha aperto le porte a un percorso spirituale che avrebbe influenzato tutta la mia vita; eppure, già in quei tempi sperimentavo un richiamo verso la filosofia e la spiritualità in generale, come contrapposizione alla vita mondana che vivevo. Dopo il liceo, ho proseguito gli studi laureandomi in Economia Aziendale, con specializzazione in finanza aziendale, nel 2001. Parallelamente, dal 1998, ho iniziato ad approfondire il funzionamento dei mercati finanziari, imparando a fare le mie prime operazioni in Borsa sin dal 1999.
Una volta terminata l’università, ho lavorato come Controller in aziende private, ma il richiamo della finanza era troppo forte per lasciarlo in un angolo. Così, coltivando questa passione e approfondendo gli studi, nel 2006 ho iniziato la mia attività professionale di trader di Borsa, portando avanti investimenti e speculazioni sui mercati finanziari.
Nel 2022 la mia voglia di sperimentare nuove sfide e contribuire a un futuro più sostenibile mi ha spinto a diventare imprenditore nel settore delle energie rinnovabili, affiancando al lavoro nei mercati finanziari la produzione e vendita di energia elettrica da impianti fotovoltaici e idroelettrici.
Accanto al mio percorso professionale, ho seguito numerosi corsi di crescita personale, esplorando in particolare le vie spirituali: Cristianesimo, Buddhismo, Induismo e, soprattutto, Yoga, dal 2015, che si è rivelato fondamentale per il mio benessere fisico e mentale. Ho scoperto la meditazione nel 2009, ma è dal 2017 che la pratico con regolarità, sperimentando diversi approcci sino a trovare il mio: la Pneumomeditazione.
Non posso raccontare ogni esperienza e tappa di questo cammino, sia esoterica che exoterica, poiché alcune strade sono profondamente personali. Ogni passo, tuttavia, ha contribuito a farmi diventare la persona che sono oggi. Credo fermamente che la crescita interiore viaggi di pari passo con quella professionale, perché “l’essenza di chi siamo colora tutto ciò che facciamo.”

Natalia
Mi chiamo Natalia.
Sono insegnante di yoga e psicologa, specializzata in psicoanalisi.
Nel 2006, durante un periodo di attacchi di panico e di depressione e tristezza, è iniziato il mio percorso terapeutico con una richiesta: Voglio sentirmi viva. All’epoca lavoravo come ingegnere informatico in banca, in una posizione stabile.
Da allora sono nel mondo della psicologia da circa vent’anni e pratico yoga da più di tredici. Mi sono formata come insegnante di yoga in Ucraina e in Italia (oltre 700 ore certificate), integrando anche pratiche di body mindfulness.
La psicoterapia mi ha aiutata a comprendere e dare un nome alle emozioni, ma con il tempo è diventato evidente che si può capire molto… e sentire poco.
Lo yoga non è arrivato come un hobby, ma come una necessità: là dove la parola si ferma, il corpo continua.
Attraverso lo yoga ho trovato un punto di appoggio nei grandi cambiamenti della mia vita: il trasferimento in Italia, il matrimonio, l’incontro con una malattia autoimmune, decisioni importanti che non potevano essere prese solo con la mente. In quei passaggi il corpo, grazie alla pratica dello yoga, è diventato per me un punto di appoggio.
Sul tappetino ho riconosciuto gli stessi movimenti che vedevo in terapia: dove trattengo, dove evito, dove posso restare con me stessa.
Il mio yoga non è orientato alla performance, ma all’ascolto, alla sensibilità e a un contatto autentico con sé.
Credo che psicologia e yoga parlino della stessa esperienza, con linguaggi diversi. Nelle mie lezioni questo dialogo continua.
La natura ha un posto molto importante nella mia vita, in particolare la montagna. Studio il suo effetto sul corpo e sulla psiche e spesso integro questa dimensione nelle mie proposte.
“Lo yoga non prende tempo, ti restituisce il tempo”
