Ong Namo Guru Dev Namo

Se pratichi Kundalini Yoga (o anche solo meditazione con mantra), prima o poi lo incontri: “Ong Namo Guru Dev Namo” è conosciuto come Adi Mantra, cioè “il mantra primordiale” con cui, tradizionalmente, si apre la pratica per “sintonizzarsi”.

Viene recitato 3 volte prima di ogni sessione di Kundalini yoga per trovare la connessione con l’energia infinita ed entrare nel giusto spazio energetico che ci prepara alla pratica di questa forma di yoga.
Con l’Adi Mantra, inoltre, ci mettiamo in comunicazione non solo con il nostro divino interiore ma anche con la Catena D’Oro, ossia l’energia e la protezione degli antenati insegnanti che confluisce in noi durante la pratica.

Quando recitiamo un mantra, è sempre importante ricordare che non è però il significato la cosa più importante, bensì il suo suono. Molto spesso, infatti, è sufficiente ascoltarlo per godere di tutte le sue proprietà benefiche.

Il mantra Ong Namo Guru Dev Namo si recita in un solo respiro e si deve cercare di estendere il suono al più a lungo possibile. Se non ci riesci, allora prendi un breve respiro tra la prima parte (Ong Namo) e la seconda parte (Guru Dev Namo).
Allunga la prima “o” della parola Ong (“Oooooooong”) cercando di mantenere il suono nasale e la bocca aperta. In questo modo le vibrazioni si propagheranno meglio dentro di te.
Recita l’Adi Mantra per tre volte. La prima serve per portare la vibrazione del mantra nelle varie parti del nostro corpo, la seconda per lasciar fluire la vibrazione dentro di noi e la terza per connetterti al tuo Io Superiore.

Traduzione (quella più usata nelle fonti del movimento)

Nelle fonti legate alla tradizione Kundalini Yoga, la traduzione più comune è:

«Mi inchino alla Saggezza Creativa; mi inchino al Maestro Divino dentro di me.»

oppure anche

«Mi inchino all’energia creativa, mi inchino all’infinita coscienza che è dentro di me.»

Questa resa è spesso accompagnata da una spiegazione pratica: il mantra serve a “tuning in”, cioè a mettersi in assetto interiore prima di iniziare la pratica.

Cosa significa

1) “Ong”

Nel contesto Kundalini Yoga, “Ong” viene usato come forma che richiama la vibrazione creativa (la “forza creatrice”/creatività del suono). Le fonti del movimento lo collegano all’idea di Creatività/Creazione e di “infinito” come esperienza a cui ci si connette tramite la pratica.

2) “Namo”

È un termine devozionale: significa inchinarsi, rendere omaggio. Nella pratica, non è “sottomissione”: è un atto intenzionale di ridimensionamento dell’ego davanti a qualcosa di più grande (o più vero) di una reazione impulsiva.

3) “Guru Dev”

Nelle fonti del Kundalini Yoga, “Guru Dev” viene presentato come la saggezza/guida divina: più che “una persona specifica”, ci si riferisce alla funzione del maestro (esteriore e interiore). La traduzione esplicita proprio questo: la guida dentro di te.

4) “La Golden Chain”

Molte fonti del lignaggio Kundalini Yoga spiegano che questo mantra serve anche a “collegarsi” alla Golden Chain, la catena di insegnanti e trasmissione della pratica.

A cosa serve nella pratica (secondo le fonti ufficiali del lignaggio)

  • Si canta all’inizio della lezione o della pratica personale, tipicamente 3 volte.
  • È descritto come una “prima tecnologia” del praticante: in altre parole, un interruttore di stato per passare dal “modo quotidiano” al “modo pratica”.
  • In testi divulgativi del movimento viene anche presentato come un “link” alla dimensione spirituale della pratica e alla grazia/ispirazione del lignaggio.

Implicazioni psicologiche

Se togliamo il linguaggio “mistico” e guardiamo l’effetto psicologico osservabile, un mantra d’apertura fa tre cose molto concrete:

1) Regola attenzione e dispersione

Ripetere una formula breve e ritmica crea un oggetto attentivo stabile. Questo è uno dei meccanismi classici con cui si evoca una risposta di rilassamento (focus + riduzione del rumore mentale).

2) Cambia lo “stato interno” attraverso respiro/voce

Cantare comporta respirazione più lenta e vibrazione vocale: combinazione spesso associata a riduzione dello stress percepito in molte pratiche meditative basate su mantra. Le evidenze su “mantra-based meditation” mostrano in media riduzioni piccole-moderate di ansia/stress, pur con qualità degli studi variabile.

3) Imposta un’intenzione (“priming”)

Dire “mi inchino alla saggezza/alla guida interiore” è una forma di reframing: prima di agire, ti ricordi che non sei obbligato a obbedire al primo impulso. È psicologia pratica: meno reazione, più scelta.

Come metterlo in pratica nella vita quotidiana (oltre al tappetino)

Micro-rituale da 60 secondi (prima di una cosa importante)

  1. Siediti o stai in piedi stabile, schiena lunga.
  2. Fai 1–2 respiri lenti.
  3. Canta “Ong Namo Guru Dev Namo” 3 volte (anche a voce bassa, se sei in ufficio o in auto parcheggiato).
  4. Poi fai partire l’azione: mail difficile, telefonata delicata, decisione, allenamento.

Questo riproduce l’uso tradizionale: prima ti sintonizzi, poi pratichi.

Versione “psicologica” (se ti blocca il linguaggio spirituale)

Puoi usarlo come promemoria interiore:

  • “Mi allineo alla mia parte più lucida.”
  • “Non reagisco: scelgo.”

E’ un modo coerente di applicarne la funzione: passare dalla mente agitata alla mente intenzionale.

Benefici attesi

Benefici plausibili e supportati da ricerca sulla meditazione con mantra

  • Riduzione di stress/ansia (in media piccola-moderata).
  • Migliore autoregolazione attentiva e percezione di centratura.

Benefici descritti nelle fonti del movimento (dimensione “di lignaggio”)

  • “Sintonizzazione” alla pratica e alla Golden Chain (linguaggio tradizionale del Kundalini Yoga).

Una nota di igiene mentale

Questo mantra può essere un eccellente strumento di centratura, ma non sostituisce terapie o cure quando servono. Anche le sintesi scientifiche più autorevoli presentano la meditazione come supporto/integrazione, non come alternativa unica ai trattamenti basati su evidenza.

Conclusioni

“Ong Namo Guru Dev Namo” è, in sostanza, una soglia: ti ricorda che prima di fare… puoi centrarti. E sarebbe meglio se lo facessi. È un gesto interiore ripetibile, misurabile nei suoi effetti di attenzione e regolazione, e ricco di significato per chi pratica nel lignaggio del Kundalini Yoga.


Link YouTube al mantra

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