Quando le domande diventano una storia

A un certo punto succede “sempre” la stessa cosa.
Una domanda che torna abbastanza a lungo, smette di essere interessante e diventa pressante. Non puoi più limitarla a un pensiero ogni tanto e richiuderla in un cassetto come fai con tanti sogni e desideri. Quel che ritorna, chiede spazio… e ad un certo punto se lo prende, se non glielo concedi tu.

È così che nasce il mio libro.

Non solo per rispondere alle tre domande di cui ho parlato nel precedente articolo. Ma per metterle in movimento e dar loro concretezza.

Che cosa accade se smetti di correre e inizi ad ascoltare?
Accade che emergono cose che non avevano voce. O meglio, ce l’avevano la voce, ma tu non la sentivi. Così emergono cose autentiche, anche se non sempre comode.

Che cosa accade se incontri, fuori di te, parti profonde di te stesso? Come in uno specchio.
Accade che il dialogo diventa più potente del monologo interiore. E che certe verità di te le riconosci.

Che cosa accade infine se le domande contano più delle risposte?
Accade che non sei più ossessionato dall’arrivare alla meta, al raggiungimento dell’obiettivo, ma impari a stare nel “qui ed ora”. E paradossalmente, è lì che qualcosa si muove.

Questo mio libro prende forma proprio così: come un percorso fatto di piccoli passi, lenti e consapevoli; di dialoghi, di punti di vista diversi. Non c’è un maestro che spiega (ce ne sono quattro 😅), né una verità da adottare in modo dogmatico. C’è un’esperienza da vivere… e che trasforma.

Se leggendo queste tre domande hai sentito anche solo un leggero “sì, questa mi riguarda”, allora sei già dentro lo spazio da cui nasce il libro.

Il resto non serve anticiparlo troppo.

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