
Diario di viaggio: taccuino personale ma anche finestra su un’Italia minore, fatta di borghi dimenticati, panorami mozzafiato e incontri che lasciano il segno. In questi giorni ho attraversato Marche, Abruzzo e Molise con la mia BMW non più di primo pelo. Ecco alcune considerazioni sparse che meritavano di essere messe in ordine (più o meno…).
La vecchia BMW e il concetto di “valore”
Il viaggio è iniziato con una sensazione strana: nella mia vita quotidiana la mia auto mi sembra vecchia, poco al passo coi tempi, quasi da rottamare. Basta però uscire dal solito contesto per cambiare prospettiva. Nei borghi del Molise e dell’Abruzzo una berlina di qualche anno è un lusso invidiato. Ho realizzato che ciò che considero vecchio, qui è percepito come una risorsa: non è solo metallo su quattro ruote ma uno strumento che permette di muoversi, vivere e lavorare.
Questa riflessione mi ha portato a pensare al valore intrinseco degli oggetti. La gente del posto vive con poco, raccoglie dall’orto ciò che serve e festeggia l’uccisione del pollo del cortile come se fosse un evento. In questo contesto si riscopre il piacere delle piccole cose: una chiacchierata all’ombra in una giornata calda, il canto degli uccellini, una brezza che ti accarezza la pelle. Vivere con meno non è una forma di privazione, ma un modo per dare il giusto peso a ciò che conta davvero.
Souvenir: quando il contesto fa la differenza
Ogni borgo custodisce un artigianato che lo contraddistingue. Ad Agnone, per esempio, la tradizione delle campane è secolare. Qui si trova la Pontificia Fonderia Marinelli, una fonderia di campane attiva almeno dal 1339 che è tra le imprese familiari più antiche d’Italia . La Marinelli è stata riconosciuta dal Vaticano come fonderia pontificia e oggi produce non solo campane ma anche portali e bassorilievi in bronzo . Quando compriamo una campana o un altro oggetto tipico in questi luoghi, portiamo a casa un pezzo di storia. Ma è proprio il contesto a darle senso: la campana in Molise rievoca secoli di lavorazioni artigianali, mentre appesa al lampadario del nostro salotto rischia di diventare l’ennesima cianfrusaglia da spolverare.
Questa ambivalenza vale per molti souvenir: sono tangibili testimoni di un momento felice, ma fuori dal loro habitat perdono magia. Portarli con sé ha senso se ci ricordiamo il loro significato e la storia che portano con sé.
Capracotta: dove la neve è protagonista
Tra le tappe più suggestive c’è Capracotta, un borgo montano che si trova a 1 421 metri di quota. È uno dei comuni più elevati dell’Italia centrale e il 5 marzo 2015 ha segnato un record mondiale quando sono caduti 2,56 metri di neve in 24 ore . In paese ne parlano con orgoglio: i tetti spariscono sotto candide distese, il paesaggio diventa surreale e le strade si trasformano in tunnel di ghiaccio. Non a caso Capracotta è considerata tra le località più nevose del centro Italia.
Passeggiando tra le sue tre chiese, mi ha colpito un altro aspetto: molte persone entrano in chiesa per chiedere qualcosa, come se il dialogo con il divino fosse un elenco di desideri. Io ho provato, invece, un senso di profonda gratitudine per la vita. Ho avvertito il bisogno di dire grazie – per il viaggio, per la fortuna di poter scoprire luoghi così autentici, per la mia salute. Chiedere meno e ringraziare di più: sembra banale, ma forse è questa la vera rivoluzione spirituale.
Conclusioni (prossimamente…)
Ogni viaggio ti cambia, anche quando fai solo poche centinaia di chilometri. Attraversare Marche, Abruzzo e Molise in macchina mi ha ricordato che tutto è relativo: il valore degli oggetti, le tradizioni locali, l’importanza del contesto. I souvenir più belli non sono quelli che compriamo, ma le sensazioni che ci portiamo dentro: l’odore del pane appena sfornato, il sorriso di un anziano sulla porta di casa, la brezza che ti rinfresca dopo una salita.
E ora? Torno a casa con la mia BMW, forse sempre vecchia ma decisamente più preziosa. Nel bagagliaio non ci sono campane né calamite, ma tanti appunti e qualche fotografia. Il vero souvenir è questo articolo, che spero faccia venir voglia anche a te di perderti tra i borghi e riscoprire il gusto delle piccole cose.