
Molte persone in cammino verso la crescita personale e spirituale sentono il bisogno di qualcosa di più profondo rispetto a ciò che la vita quotidiana offre. Spesso ci troviamo bloccati in situazioni dolorose e ricorrenti – vere e proprie coazioni a ripetere – che derivano da memorie antiche stagnanti nel nostro subconscio. Il dolore e le difficoltà diventano talvolta l’unico modo attraverso cui l’anima ci spinge a prendere consapevolezza, ad accettare e trasformare queste situazioni. In questo contesto nasce la P.M.T. (Pyramidal Memories Transmutation) – in italiano “Trasmutazione Piramidale delle Memorie” – una tecnologia energetica quantica ideata per facilitare la liberazione da tali schemi e accelerare la nostra evoluzione interiore.
Cos’è la P.M.T. e come funziona in breve
La P.M.T. è una tecnica energetica quantica innovativa creata dal ricercatore francese Joël Ducatillon, già noto come l’inventore dell’Acqua Diamante. Si tratta di uno strumento di quinta dimensione pensato per accelerare il processo di crescita personale, trasformazione e presa di coscienza. Ducatillon sviluppò la PMT attorno al 2004, dopo aver “canalizzato” intuizioni sui codici energetici da utilizzare. Non si tratta di una terapia convenzionale, ma di una tecnologia spirituale vera e propria, alchemica e sottile, progettata per trasmutare le memorie profonde che influenzano la vita di una persona.
In pratica, la PMT utilizza speciali dispositivi chiamati encoder DNA 850 – piccoli tubi di vetro contenenti un filamento a spirale di luce – nei quali sono impressi oltre 30.000 codici energetici. Durante una sessione tipica di circa 45 minuti, il praticante (definito Operatore, e non “terapeuta”, proprio a sottolineare il ruolo diverso) dispone 5 encoder intorno alla persona che riceve, attivando così una doppia piramide di luce attorno a quest’ultima. La persona siede comodamente all’interno di questo spazio piramidale energetico (detto “sala di trasmutazione”), mentre la sua anima – o Sé Superiore – inizia a rilasciare le memorie che è pronta a trasformare. L’Operatore, munito di uno o due encoder aggiuntivi, si muove dolcemente intorno al campo energetico del ricevente (incluso il perimetro della piramide di luce) “ripulendo” le memorie man mano che emergono e aiutandone la definitiva trasmutazione.
Un aspetto fondamentale è che né l’Operatore né il ricevente influenzano volontariamente quali memorie vengano trasmutate: il processo avviene nell’ordine stabilito dall’anima, secondo la saggezza interiore di ciascuno. La PMT quindi non richiede uno sforzo cosciente mentale sulla problematica; funziona a un livello energetico-profondo, facilitando uno spostamento quantico verso frequenze più elevate dove quei vecchi schemi non hanno più ragione di essere. Proprio per questo viene definita una tecnologia della quinta dimensione, e “soprattutto non è una terapia” nel senso classico del termine. Può essere praticata sia di persona sia a distanza (grazie al principio di non-località quantica), con risultati analoghi
Memorie cellulari e karmiche: il ruolo alchemico della PMT
La PMT si fonda sull’idea che nel nostro campo energetico e nel nostro DNA siano impresse memorie provenienti sia dall’attuale vita (traumi infantili, credenze, condizionamenti) sia da esperienze più antiche, talvolta ascrivibili a un bagaglio karmico dell’anima. Queste memorie agiscono come programmi inconsci che condizionano pensieri, emozioni e situazioni che attraiamo. Secondo Ducatillon, le memorie non risolte sono responsabili di praticamente tutti i problemi e blocchi che incontriamo – dalle difficoltà relazionali a quelle lavorative, dalla stagnazione economica ai disturbi fisici. Quando una certa tipologia di memoria è presente in grande quantità, può causare addirittura eventi molto gravosi: quello che comunemente chiamiamo karma. Anche memorie meno intense, seppur in quantità minore, “disturbano seriamente la fluidità del nostro percorso” di vita. Trasmutare queste memorie equivale a sciogliere i nodi che ci ancorano alle stesse esperienze ripetitive, liberando finalmente l’energia intrappolata e permettendoci di andare oltre.
Dal punto di vista simbolico, la PMT rappresenta un’amnistia per l’anima, una sorta di “grazia” che le consente di liberarsi progressivamente dal peso del passato. Il lavoro svolto da questa tecnologia è spesso descritto come alchemico: avviene una trasformazione profonda a livello sottile, quasi come se le vecchie energie dense venissero “bruciate” nel fuoco violetta della piramide di luce. In effetti, all’interno della doppia piramide energetica attivata durante la seduta, le memorie rilasciate dall’anima aumentano di densità e si concentrano nello spazio attorno alla persona, dove possono essere più facilmente neutralizzate. L’Operatore, con i suoi encoder, funge da catalizzatore di questo processo, facilitando l’innalzamento vibrazionale e “trasmutando alchemicamente” tali impronte energetiche.
Quali memorie si possono trasmutare?
La PMT promette di agire su una vasta gamma di memorie e blocchi energetici che ostacolano la nostra realizzazione. Ad esempio, questo metodo può aiutare a trasmutare memorie legate a:
- Traumi emotivi profondi (ferite dell’infanzia, traumi relazionali, abbandono, ecc.).
- Insegnamenti o convinzioni limitanti acquisiti nel corso della vita (educazione rigida, schemi di pensiero negativi, programmi autosabotanti).
- Dogmi religiosi oppressivi o sensi di colpa spirituali ereditati, che possono aver lasciato tracce energetiche nel sistema.
- Emozioni negative croniche come odio, rancore o rabbia repressa, che rimangono bloccate nel corpo emozionale.
- “Magie” subite o energie sottili esterne nocive, come voti, maledizioni o influenze psichiche da altri, radicate nel campo energetico.
- Legami karmici o relazioni passate tossiche che hanno imposto schemi di dipendenza, paura o sottomissione, e che continuano a ripetersi in varie forme.
Trasmutando queste memorie, la PMT aiuta l’individuo a spezzare i cicli di sofferenza che esse generano. È come se fino a quel momento tali masse di memoria avessero avuto vita propria, costringendoci a rivivere certe dinamiche finché non ci “risvegliamo” e interrompiamo il circolo vizioso. Un esempio: una persona che attira sempre partner dal carattere aggressivo potrebbe scoprire – grazie al lavoro interiore – di portare dentro di sé memorie di aggressività. Finché quelle memorie restano attive, la situazione tenderà a ripetersi. Ma non appena la persona ne diviene consapevole e le accetta in sé, il copione cambia: il partner “difficile” cessa di essere visto come un nemico e diventa anzi un insegnante, perché ha fatto emergere qualcosa che doveva essere guarito. In quel momento il cuore si apre alla comprensione e alla gratitudine, il che permette a quelle memorie di iniziare a trasmutarsi fin dentro le cellule. La PMT interviene proprio su questo fronte: facilita e accelera il processo di rilascio di tali memorie, rispettando però rigorosamente i tempi e le priorità dettate dall’anima di ciascuno.
Uno strumento per la trasformazione personale e spirituale
La Pyramidal Memories Transmutation non è solo una tecnica di “pulizia” energetica, ma viene vista dai suoi praticanti come un potente strumento di trasformazione personale e risveglio spirituale. Ducatillon la definisce una “tecnologia del futuro” proprio perché punta ad elevare rapidamente la coscienza dell’individuo. Durante e dopo il ciclo di sedute, gli effetti si riflettono concretamente nella vita quotidiana di chi vi si sottopone: le cose cominciano a cambiare dentro e intorno a noi in maniera percepibile. Rimuovendo un blocco interiore o trasformando una memoria di fondo, infatti, smettiamo di attirare situazioni e persone che prima risuonavano con quel blocco. Ciò che prima sembrava un destino ineluttabile (relazioni tossiche, problemi ricorrenti, incidenti di percorso) inizia a dissolversi man mano che le memorie correlate vengono trasmutate.
Le testimonianze e i resoconti sul campo raccontano di persone che, dopo alcune sedute, si sentono come “ripulite” da un peso e vibrano a una frequenza più alta, più positiva. Questo cambiamento vibrazionale spesso viene notato anche da chi ci circonda: amici, familiari e colleghi percepiscono un diverso atteggiamento energetico e iniziano a rispondere in modo differente, più armonioso. In sostanza, cambiando dentro di noi, anche la realtà esterna si riallinea di conseguenza. Dopo un certo numero di sessioni, la vita individuale può subire svolte significative: ci si sente gradualmente orientati verso le esperienze, le persone e le opportunità più affini al proprio autentico cammino di anima. Spesso vengono meno gli ostacoli che prima sembravano insormontabili, oppure emergono nuove soluzioni creative là dove prima c’era stallo.
Joël Ducatillon ha affermato che sette sedute di PMT, a intervalli regolari, equivalgono a circa cinque anni di lavoro cosciente su di sé. Questa tecnologia agisce dunque come un “acceleratore evolutivo”, comprimendo in pochi mesi un percorso di crescita interiore che altrimenti richiederebbe molti anni di sforzi e vicissitudini. Non a caso, la metafora utilizzata in alcuni documenti ufficiali paragona la PMT a un treno ad alta velocità (un “TGV” della trasformazione personale). Mentre nel vecchio paradigma l’anima era costretta a innumerevoli incarnazioni e prove dolorose per risolvere gradualmente il proprio karma, ora disporrebbe di uno strumento che permette una sorta di “condono karmico” più immediato. Come spiega Ducatillon, in passato la trasmutazione delle memorie avveniva spesso attraverso sofferenze ripetute e sacrifici: ad esempio, un’anima con memorie di violenza finiva per attirare violenza su di sé (da partner, familiari o circostanze esterne) e solo dopo anni di patimento quelle memorie venivano parzialmente ripulite nelle sue cellule. Persino negli antichi percorsi iniziatici, molte pratiche ascetiche – digiuni prolungati, preghiere incessanti, privazioni sensoriali, auto-flagellazioni – avevano lo scopo di provocare volontariamente sforzi e dolori tali da bruciare quante più memorie possibili in una sola vita. Oggi, fortunatamente, “ora sì [che c’è] un altro sistema”, per citare le parole di Ducatillon: la PMT rappresenta proprio questo nuovo approccio, più dolce e mirato, per favorire la stessa liberazione senza dover necessariamente rivivere traumi all’infinito.
Va sottolineato che la PMT non interferisce con il libero arbitrio né “risolve i problemi al posto nostro” in maniera magica. Piuttosto, crea le condizioni energetiche ottimali affinché la nostra parte più saggia (l’anima) possa liberare ciò che è pronto a lasciare. Non tutte le memorie infatti vengono trasmutate immediatamente: alcune possono essere trattenute dall’anima se ritiene che occorra ancora imparare qualcosa da esse nella vita corrente. In tal senso la PMT “non vuole persone sprovvedute né passività”: richiede comunque un certo livello di consapevolezza e partecipazione attiva al proprio percorso di crescita. È uno strumento potente nelle mani di chi seriamente intende evolvere, non una semplice pillola magica su cui delegare ogni responsabilità. La persona resta protagonista del proprio cammino trasformativo, ma dispone di un aiuto in più per avanzare più spedita e leggera.
Implicazioni psicologiche e liberazione emotiva
Sul piano psicologico, l’esperienza PMT può comportare profonde liberazioni emotive e una maggiore chiarezza interiore. Poiché vengono smantellati alla radice molti schemi subconsci, è comune che il ricevente avverta col tempo un senso di svuotamento dalle vecchie zavorre emotive. Ad esempio, emozioni come rabbia, paura o tristezza legate a traumi passati possono affiorare durante o dopo le sedute per essere finalmente integrate e dissolte. Questo processo, sebbene delicato, è generalmente graduale e guidato dall’intelligenza interiore dell’anima, in modo che la persona possa elaborare quanto emerge senza esserne sopraffatta. In molti casi, si riportano sensazioni di sollievo e di maggiore leggerezza emotiva man mano che i vecchi nodi si sciolgono.
Un effetto collaterale interessante è la possibile comparsa di sogni vividi e simbolici nei giorni attorno a una sessione di PMT. Spesso, prima o dopo una seduta, il ricevente fa sogni particolari che funzionano da rivelatori delle memorie in corso di trasmutazione. Il contenuto onirico può portare alla luce ricordi dimenticati, paure archetipiche o immagini dal forte impatto emotivo: sono segnali che il “lavoro” sta avvenendo anche sul piano subconscio. Prendere nota di questi sogni e rifletterci può aiutare a coscientizzare il cambiamento interiore in atto, amplificando l’effetto liberatorio.
Va anche osservato che, così come può succedere con altre tecniche di rilascio, talvolta la persona attraversa fasi di assestamento emotivo: momenti in cui ci si sente più vulnerabili, o emergono ricordi e sentimenti dimenticati. Questo fa parte del naturale percorso di purificazione. L’etica della PMT, sancita anche da un Codice Etico degli Operatori istituito dal movimento Steel Storm Staelhe, prevede che l’Operatore fornisca supporto e ascolto empatico al cliente, aiutandolo a contestualizzare eventuali reazioni emotive. In ogni caso, poiché la PMT non è una psicoterapia, l’obiettivo non è entrare nel merito dei singoli vissuti traumatici né analizzarli mentalmente durante la seduta. Si lavora invece a livello vibrazionale: l’energia fa il grosso del lavoro, e le consapevolezze affiorano “da dentro” in modo spontaneo, spesso sorprendendo positivamente il praticante stesso.
Molti riportano, col proseguire delle sedute, un aumento del proprio livello di presenza e auto-consapevolezza. Liberandosi degli strati di memorie antiche, la mente diventa più lucida e il cuore più aperto. Si sviluppa una maggiore capacità di osservare le proprie dinamiche interne senza identificarvisi, il che rende più facile abbandonare vecchi atteggiamenti e automatismi. In sostanza, la PMT aiuta non soltanto a sciogliere emozioni represse, ma anche a riconoscerle e accoglierle durante il processo, insegnando implicitamente un nuovo approccio di attenzione e amore verso sé stessi. Questa rinnovata consapevolezza è una risorsa preziosa anche per affrontare eventuali traumi: con la zavorra karmica ridotta, l’individuo ha più energie e chiarezza per elaborare i propri vissuti, eventualmente anche con altri strumenti terapeutici se necessario, ma con una marcia in più in termini di resilienza emotiva.
La sessione di PMT: fasi, strumenti e modalità d’uso
Vediamo ora più da vicino come si svolge in pratica una sessione di Pyramidal Memories Transmutation e cosa comporta riceverne una. Come accennato, una seduta standard dura circa 45 minuti e può essere effettuata in presenza oppure a distanza. In entrambi i casi, il ruolo attivo è principalmente dell’Operatore PMT, mentre al ricevente è richiesto semplicemente di rilassarsi e mantenere un atteggiamento di apertura. Non sono necessarie particolari preparazioni o intenzioni mentali da parte di chi riceve: si può arrivare alla seduta anche senza sapere esattamente quale blocco si andrà a lavorare, confidando nell’intelligenza dell’anima.
Ambiente e disposizione: se la sessione avviene di persona, l’Operatore crea uno spazio tranquillo, spesso energeticamente preparato con incensi, cristalli o musica soft di sottofondo per favorire il rilassamento. Gli encoder DNA 850 – che in genere sono un set di 7 tubicini di vetro programmati – vengono posizionati attorno alla sedia o lettino su cui siede il ricevente. Tipicamente se ne usano 5 per delimitare l’area (posizionati sul pavimento in una certa configurazione geometrica, ad esempio una forma romboidale/piramidale attorno alla persona), mentre gli altri vengono tenuti a portata di mano dall’Operatore. Questa particolare disposizione crea la già citata “doppia piramide di luce” attorno al soggetto. Si tratta di un campo energetico luminoso, visualizzato da alcuni come due piramidi interconnesse (una con la punta rivolta verso l’alto e una verso il basso) che avvolgono completamente la persona, fungendo da camera eterica di trasmutazione. All’interno di questo spazio protetto, le vibrazioni sono elevate e pronte per il lavoro di purificazione.
Avvio della seduta: una volta attivato il campo piramidale, l’Operatore può pronunciare mentalmente o a bassa voce un’intenzione di apertura (ad esempio una preghiera o frase di connessione con l’anima del ricevente e con le energie di guarigione), dopodiché lascia che il processo inizi. La tecnologia PMT, in virtù dei codici contenuti negli encoder, comincia a interagire con i corpi sottili della persona. In particolare, gli encoder agiscono come “chiavi frequenziali” che trasportano quanticamente i corpi energetici del soggetto verso un’ottava superiore di vibrazioni. Questo innalzamento di frequenza crea le condizioni perché le memorie dense possano emergere: è come se venissero “spinte fuori” e concentrate ai margini dell’aura, pronte per essere neutralizzate.
Rilascio delle memorie: a questo punto l’anima della persona prende le redini. Seguendo un ordine perfetto (che magari sfugge alla mente cosciente, ma ha una logica profonda), il Sé Superiore sceglie quali memorie rilasciare in quella sessione. Possono essere memorie relative a eventi di questa vita, oppure a vite precedenti, oppure ancora schemi transgenerazionali ereditati dagli antenati – non c’è limite alla saggezza dell’anima nel decidere cosa è pronto per la trasmutazione in quel momento. È importante ribadire che né il praticante né l’Operatore decidono volontariamente l’oggetto del lavoro: non c’è dunque il rischio che l’ego o la volontà personale interferiscano o “spingano” per lavorare su qualcosa di non ancora maturo. Questa assenza di interferenza garantisce un livello di sicurezza e rispetto del processo interiore che distingue la PMT da molte terapie convenzionali.
Intervento dell’Operatore: man mano che le memorie vengono liberate nell’aura, l’Operatore utilizza uno o due encoder come prolungamento della propria energia. Con questi passa lentamente attorno al campo della persona, muovendosi lungo tutti i lati e dall’alto al basso (dalla testa ai piedi), spesso soffermandosi intuitivamente nei punti in cui percepisce un’energia più densa. L’encoder in mano all’Operatore funge da “spada di luce” che brucia e purifica le memorie rilasciate, facilitandone la completa dissoluzione. Visivamente, lo si può immaginare come se l’Operatore stesse “ripulendo” l’aura con dei raggi di luce: è un lavoro molto sottile, spesso impercettibile agli occhi, ma che può essere avvertito sotto forma di leggeri cambi di sensazione dal ricevente (calore, formicolii, piccoli scatti muscolari involontari, immagini mentali fugaci, ecc.). L’Operatore compie il giro completo attorno alla persona diverse volte, finché sente che il campo è di nuovo limpido e stabile. Alcuni operatori riferiscono di percepire effettivamente come delle “ondate” energetiche o “nubi” che si dissolvono via via che passano l’encoder: ciò indicherebbe che le memorie disturbanti sono state neutralizzate con successo. Durante tutto questo processo il ricevente può trovarsi in uno stato di profondo rilassamento, a volte di leggera trance meditativa; taluni si addormentano brevemente, altri restano vigili ma con la mente quieta e distesa.
Chiusura e integrazione: terminata la pulizia, l’Operatore “sigilla” il lavoro spesso con un momento di quiete, permettendo alle nuove energie armoniche di integrarsi. La doppia piramide di luce viene poi lasciata dissolvere pian piano. In genere si conclude la sessione con una breve condivisione: il ricevente può raccontare se ha percepito qualcosa (sensazioni, emozioni affiorate, immagini), e l’Operatore a sua volta può riportare eventuali impressioni (spiegando, ad esempio, in quali zone dell’aura ha sentito più resistenza o “scorie” da pulire). Non sempre si hanno dettagli precisi sulle memorie specifiche trasmutate – spesso il processo avviene senza contenuti razionali chiari, ed è perfettamente normale. L’importante è che nei giorni successivi la persona stia attenta ai segnali di cambiamento: nuovi atteggiamenti, reazioni diverse in situazioni che prima scatenavano emozioni negative, sogni particolari, intuizioni improvvise. Questi sono tutti indicatori che qualcosa è mutato nel proprio campo interiore.
Frequenza delle sedute: Ducatillon consiglia inizialmente un ciclo di 7 sedute di PMT, distanziate l’una dall’altra di circa 21 giorni. La ragione di questa cadenza (3 settimane) è dare al corpo fisico il tempo di completare la trasmutazione della controparte materiale delle memorie rilasciate. Ogni memoria, infatti, ha anche una radice biochimica, una traccia nei nostri tessuti cellulari, e occorre un po’ di tempo perché il corpo integri il cambiamento vibrazionale avvenuto. Ventuno giorni sono un ciclo naturale sufficiente affinché eventuali sintomi di detox energetico (ad esempio stanchezza, piccoli malesseri passeggeri, o le già menzionate elaborazioni oniriche) si risolvano, preparando il terreno alla seduta successiva. Le 7 sedute iniziali servono a “sgrossare l’insieme dei blocchi” presenti: è come fare una pulizia generale su più fronti, creando un nuovo equilibrio di base. Dopo questo ciclo, la PMT si può utilizzare all’occorrenza, con sessioni “di manutenzione” o di supporto nei momenti difficili: Ducatillon suggerisce da 1 a 3 sedute aggiuntive in occasione di passaggi di vita impegnativi o per aiutare a risolvere una situazione specifica. In ogni caso, sottolinea che la scelta è sempre libera e non c’è alcun obbligo o conseguenza negativa se non si completa il numero di sedute consigliato. La persona deve sentire interiormente il desiderio di proseguire, rispettando i propri tempi di assimilazione.
Chi può praticare la PMT? Le sessioni di PMT vanno ricevute da Operatori qualificati. Joël Ducatillon e il suo team (nell’ambito del progetto Steel Storm Staelhe) hanno formato negli anni vari operatori in diversi Paesi, Italia compresa. Esiste un elenco ufficiale degli Operatori accreditati, spesso consultabile tramite i riferimenti del movimento (ad esempio sul sito steel-storm-staelhe.info o sui materiali divulgativi italiani). Gli encoder DNA850 non sono in vendita nei negozi: erano originariamente distribuiti dal fondatore stesso, ma dal 2009 Ducatillon ha sospeso la produzione e vendita diretta. Oggi gli encoder si trovano solo di seconda mano tramite altri operatori (a un costo standard indicativo di circa 850€ per il set completo di 7 pezzi). Tuttavia, per chi desidera solo sperimentare la PMT, non è necessario possedere gli encoder: basta appunto rivolgersi a un Operatore disponibile. Le sessioni a distanza avvengono generalmente via telefono o videochiamata: il ricevente si mette comodo a casa propria mentre l’Operatore esegue il protocollo PMT come se la persona fosse presente (poiché a livello quantico lo spazio non è un limite). Sorprendentemente, molti riferiscono che le sessioni remote sono altrettanto efficaci di quelle in presenza, confermando l’ipotesi che il lavoro avviene su un piano sottile non locale.
Durante la sessione, la persona può percepire varie sensazioni: alcuni riferiscono di sentire un leggero campo di pressione attorno al corpo (come stare dentro una bolla energetica); altri avvertono ondate di calore o brividi; c’è chi vede colori o immagini a occhi chiusi; molti semplicemente provano un profondo rilassamento meditativo e un senso di pace crescente. Ogni esperienza è a sé, e anche per la stessa persona ogni seduta può differire dalla precedente, a seconda delle memorie che si stanno liberando in quel momento. In generale, la PMT è considerata sicura e delicata: non ci sono controindicazioni note, se non quella di affidarsi sempre a operatori seri e di attenersi ai tempi consigliati (evitando cioè sedute troppo ravvicinate, per non sovraccaricare il sistema). Terminata la sessione, è buona norma bere acqua (magari la stessa Acqua Diamante promossa dal progetto, per chi la utilizza) e concedersi un po’ di riposo o di quiete, in modo da favorire l’integrazione delle nuove frequenze.
Benefici riportati da praticanti ed effetti a lungo termine
Chi si sottopone regolarmente a Pyramidal Memories Transmutation tende a descrivere una serie di benefici e cambiamenti positivi che abbracciano vari livelli dell’essere. Ecco una sintesi dei principali effetti riscontrati e riportati dagli utilizzatori della PMT nel tempo:
- Rimozione di blocchi interiori e schemi ricorrenti: situazioni problematiche che prima si presentavano di continuo tendono a dissolversi. Eliminando una memoria alla radice, non si attira più la circostanza o la persona che prima la innescava. Questo porta a una sensazione di liberazione da vecchi circoli viziosi.
- Maggiore leggerezza emotiva e serenità mentale: molti riferiscono di sentirsi più leggeri dopo ogni seduta, come se avessero depositato un peso emotivo. Si sperimenta una calma interiore crescente, meno ansia e più fiducia nella vita. Anche la chiarezza mentale aumenta, grazie al dissolversi di pensieri ossessivi legati alle vecchie memorie.
- Elevazione del proprio livello vibrazionale: con la trasmutazione progressiva delle memorie, l’energia personale diventa più pura e luminosa. Si vibra a frequenze più alte e armoniche, cosa che viene spesso percepita dall’ambiente circostante. Le persone intorno iniziano ad accorgersi del cambiamento: c’è chi noterà che appari più radioso, più stabile o semplicemente “diverso in positivo”, e di riflesso i rapporti interpersonali migliorano, diventando più autentici e pacifici.
- Allineamento con la propria missione di vita: man mano che le zavorre karmiche si dissolvono, l’individuo si sente più in sintonia con se stesso. Molti sperimentano una chiarezza maggiore nel comprendere la propria direzione di vita, i propri talenti e desideri profondi. Accadono sincronicità significative che orientano “là dove si deve essere” – che sia un nuovo lavoro più appagante, un luogo di vita diverso, o incontri con persone chiave per la propria crescita. In breve, la vita si riallinea col progetto dell’anima.
- Miglioramenti sul piano fisico e del benessere generale: sebbene la PMT non sia una pratica medica, molte persone notano benefici indiretti sulla salute. Alleggerendo il carico di stress e traumi emozionali, spesso disturbi psicosomatici o malattie croniche psico-correlate mostrano segni di miglioramento. Ad esempio, qualcuno ha visto ridursi insonnia, tensioni muscolari, emicranie o altri sintomi collegati a stress una volta che certe memorie emotive sono state trasmutate. Gli ideatori sottolineano che la guarigione fisica non è l’obiettivo primario, ma potenziali effetti benefici sul corpo sono possibili grazie alla ritrovata armonia animica e spirituale.
- Accelerazione ed espansione della coscienza: utilizzare costantemente la PMT significa percorrere un sentiero di crescita accelerata. In termini di sviluppo interiore, questo si traduce in un ampliamento della consapevolezza di sé, una maggiore apertura spirituale e perfino esperienze di connessione profonda (meditazioni più intense, intuizioni, percezione dell’energia). Ducatillon afferma che sette mesi di PMT equivalgono a cinque anni di lavoro introspettivo – al di là della cifra in sé, il concetto è che il progresso spirituale subisce una notevole accelerazione, come se ci si spostasse su un treno ad alta velocità invece che procedere a piedi. Chi l’ha provata a lungo termine, testimonia spesso di sentirsi “un’altra persona” rispetto a prima: più autentica, centrata e consapevole del proprio potere creativo nella realtà.
Va comunque evidenziato che i risultati possono variare da individuo a individuo, in base alla quantità e qualità di memorie con cui ciascuno parte. Alcuni potrebbero sperimentare cambiamenti quasi immediati, altri notare trasformazioni sottili che si rivelano col tempo. In generale, però, la traiettoria riportata è quella di un miglioramento globale del benessere – emotivo, mentale, relazionale e spirituale – man mano che si prosegue con le sedute di PMT.
Come ulteriore conferma del valore percepito di questa tecnica, citiamo una frase chiave usata dallo stesso Ducatillon nei suoi seminari: “La PMT è una sorta di amnistia, una Grazia”. Questo sottolinea il fatto che non si tratta solo di risolvere problemi, ma di un processo di liberazione profonda dell’anima, quasi un dono dal livello superiore per l’umanità del terzo millennio. Nel libro “Acqua Diamante e PMT, una Coscienza al Servizio dell’Umanità” (2008), dedicato al progetto Steel Storm Staelhe, Ducatillon e i suoi collaboratori condividono numerose testimonianze di persone che hanno integrato l’uso regolare dell’Acqua Diamante e della PMT nella loro vita quotidiana, riportando grandi aperture di cuore, riconciliazioni familiari insperate, guarigioni interiori e rinnovata gioia di vivere. Pur trattandosi di esperienze soggettive, esse convergono su un punto: la PMT, più che una tecnica, rappresenta per molti un percorso di risveglio interiore, un viaggio verso la parte più autentica di sé, sostenuto da un’energia amorevole e intelligente.
Conclusione
In conclusione, la Pyramidal Memories Transmutation si presenta come una metodologia olistica avanzata, nata in seno a una visione “quantica” della crescita personale. Il suo obiettivo è trasformare le memorie limitanti, cellulari e karmiche, che impediscono all’individuo di esprimere pienamente sé stesso. Attraverso simboli come la piramide di luce e strumenti come gli encoder codificati, la PMT offre un approccio innovativo per sciogliere antichi blocchi e favorire un innalzamento della coscienza. Nel contesto della trasformazione personale e spirituale, essa rappresenta un ponte tra antica saggezza e nuove energie: un ponte che consente di accelerare il viaggio evolutivo dell’anima con grazia e sicurezza, senza bypassare le lezioni da apprendere ma alleggerendo il fardello che dobbiamo portare.
Per chi si avvicina per la prima volta a questa tecnica, lo stile divulgativo e ispirazionale con cui viene presentata – come speriamo di aver fatto in questo articolo – aiuta a comprenderne i fondamenti senza perdersi in concetti troppo astratti. È sempre consigliabile approfondire attraverso fonti ufficiali (documenti del progetto Steel Storm Staelhe, conferenze di Joël Ducatillon, ecc.) e, se possibile, confrontarsi con Operatori certificati per avere risposte alle proprie domande specifiche. In un’epoca in cui sempre più persone cercano strumenti per guarire le ferite del passato e vivere in modo più consapevole, la PMT si inserisce come una proposta affascinante e ricca di potenziale. Come ogni percorso, richiede apertura mentale e cuore ricettivo, ma i risultati riportati – in termini di libertà emotiva, elevazione spirituale e benessere globale – suggeriscono che per molti potrebbe rivelarsi un vero catalizzatore di trasformazione positiva.
Fonti e riferimenti: La trattazione presentata in questo articolo si basa su materiali e documenti ufficiali del movimento Steel Storm Staelhe fondato da Joël Ducatillon (in particolare i testi divulgativi sulla PMT), nonché su testimonianze e spiegazioni fornite da operatori esperti. Per ulteriori approfondimenti, si raccomanda di consultare il Codice Etico degli Operatori PMT e la documentazione disponibile sui siti ufficiali italiani del progetto Cristico “Steel Storm Staelhe”. Inoltre, libri come “Acqua Diamante e PMT, una Coscienza al Servizio dell’Umanità” e trascrizioni di conferenze di Ducatillon offrono uno sguardo dettagliato sulla filosofia e la pratica della PMT. Come sempre, l’invito è a esplorare con discernimento, unendo all’entusiasmo la consultazione di fonti affidabili, per comprendere appieno ciò che questa singolare tecnica energetica può offrire nel percorso di ciascun ricercatore.