Quattro corpi e quattro menti: un viaggio verso la consapevolezza integrale

Seguendo i concetti dell’esoterismo classico, la costituzione dell’uomo risulta quadripartita, cioè suddivisa in quattro corpi, cui corrispondono i quattro livelli della mente. Inizio con uno schema per semplificare la comprensione:

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Gurdjieff utilizzava la metafora della carrozza a cavalli. Abbiamo, diceva, una carrozza (il corpo fisico) che da sola non va da nessuna parte e che se si rompe, a volte può essere riparata, a volte no. Abbiamo un cavallo (il corpo eterico) che da l’energia alla carrozza, gli permette di muoversi, di avanzare, ma senza guida non va da nessuna parte. Non possiamo lasciare la carrozza al cavallo, seguirebbe i propri istinti e nulla più, si fermerebbe a brucare erba al primo prato. Poi c’è il cocchiere (il corpo astrale), egli conosce le strade, la segnaletica, le manovre da impiegare per far partire e fermare il cavallo, ed è già qualcosa,  ma ancora non siamo completi. C’è un quarto soggetto che sa dove vuole andare e sale sulla carrozza in quel momento proprio per fare quel viaggio e decide la destinazione, è il viaggiatore (il corpo causale). Senza conoscere il suo intento, il viaggio è nullo. Egli parla poco, si limita a salire sulla carrozza e a dare qualche breve istruzione al cocchiere, poi si gode il viaggio. Il cocchiere ha il compito di dirigere la carrozza e guidare verso la destinazione. Potremmo avere un cavallo particolarmente bizzarro o una carrozza lenta, o peggio, rotta.

I quattro corpi

Corpo fisico

Il corpo fisico è la sostanza solida, l’elemento concreto e manifesto dell’uomo. E’ quello che possiamo assimilare a quanto appartiene al Regno minerale, perché, se privato della forza vitale, si ritrova a sottostare alle leggi chimiche della decomposizione. La materia, però, è resa viva da una forza (celata alla vista) che agisce per contrastare le suddette leggi. Tanto è vero che l’insieme delle cellule organiche che compone la materia vivente non è soggetto alla decomposizione come avviene, invece, quando tale forza vitale viene a mancare.

Corpo eterico

La forza vitale è raffigurata dal corpo eterico. E’ l’energia vitale costitutiva del fisico e lo compenetra. Tutti i nostri organi sono mantenuti quali sono e in relazione tra loro grazie all’attività di questo corpo. Anche se il secondo corpo è nascosto al senso della vista, non per ciò è meno reale. In esso fluisce la vita, così come avviene nel Regno vegetale. Tutto quello che vive ha un corpo eterico, ma il fisico permeato solamente da un corpo eterico potrebbe condurre una vita simile, appunto, a quella degli organismi vegetali, ossia nella pressoché totale incoscienza. Un’esistenza di questo genere per noi uomini potrebbe essere assimilata a uno stato permanente di sonno senza sogni, sentimenti e percezioni sensoriali o, come si usa dire, vegetativo. Alla componente eterica-vitale sono connessi gran parte dei meccanismi automatici volti alla sopravvivenza, buona parte delle trasmissioni genetiche, il temperamento individuale e istintuale.

Corpo astrale

Per entrare nell’ambito della vita cosciente abbiamo bisogno di individuare la terza parte costitutiva nell’essere umano: il corpo astrale. Quest’ultimo anima i due precedenti, l’eterico e il fisico, compenetrandoli entrambi. E’ il corpo che l’uomo ha in comune con il Regno animale, nel quale risiedono le emozioni, le sensazioni, parte degli istinti e la capacità di movimento autonomo. Per meglio intendersi possiamo dire che è grazie a questa parte costitutiva che l’essere umano può, in risposta a stimoli esterni, provare intime emozioni e soprattutto muoversi autonomamente. Come il corpo fisico conserva la sua forma grazie alle forze del corpo eterico che lo rendono vivo, così il fisico e l’eterico si destano alla coscienza grazie al corpo astrale che li anima. Se possiamo sperimentare lo stato cosciente in virtù delle energie che appartengono all’astrale, si rende evidente come il vitale alternarsi del ritmo di sonno e veglia, di incoscienza e coscienza, sia strettamente connesso all’esistenza di questa parte e dei suoi “spostamenti”. Quando l’uomo è desto, il corpo astrale appare congiunto con gli altri corpi conferendo una condizione di attenzione nello svolgersi della vita sensibile. Durante il sonno, il corpo astrale appare separato dagli altri due, così la coscienza si sposta nel mondo inconscio e soprasensibile. Abbiamo individuato, in questo modo, due tipi di attenzione: una “prima attenzione” che si svolge nello stato di veglia, rivolta al mondo manifesto, e una “seconda attenzione” che si svolge nello stato di sogno o in stati alterati di percezione, rivolta al mondo non manifesto. Il corpo astrale può essere chiamato anche corpo animico in quanto sede dell’Anima.

Corpo causale

Per illuminare le funzioni superiori dell’Anima abbiamo bisogno della quarta componente: l’Io o corpo causale. Qui risiedono la coscienza della propria esistenza individuale, la consapevolezza e la memoria di sé, la volontà, la scintilla divina o spirituale, la possibilità di accesso volontario all’inconscio, nonché alla conoscenza universale e alla saggezza. La cristallizzazione di una memoria individuale nasce dalla sensazione di qualcosa di durevole nell’immenso mutare di tutto ciò che ci circonda. L’elemento durevole nell’essere umano è il Sé, da non confondere con l’ego, “proiezione virtuale del personale senso di importanza”. Il Sé è una parte superiore dell’uomo, indipendente da ciò che è esterno e che mantiene continuità nel corso dell’evoluzione. Grazie a questa sorgente interiore può manifestarsi anche l’anima cosciente (centro cosciente del pensiero), che è già di natura animico-spirituale. Il corpo causale è così chiamato perché si manifestano in esso le forze della volontà e le energie causative. La presa di coscienza del proprio Sé consente di operare scelte consapevoli, di decidere quali desideri lasciare entrare nel nostro piccolo universo personale.

È TUO compito in questa vita, allineare questi quattro corpi, queste strutture della psiche, per poter vivere seguendo i dettami della tua Anima e portare la tua Psiche-Anima verso il fine che ha in questa vita, ovvero apprendere una qualche personale lezione e partecipare alla creazione del tutto. Pulire il karma fino a che diventi Dharma, direbbe il Buddha. Tutti gli accadimenti  di questa vita hanno uno scopo che NON DEVE rimanere sepolto sotto le tenebre dell’ignoranza. In mezzo ci sono i desideri, i rancori, gli amori, le futilità, la società non ancora pronta, il senso del possesso, l’ego.

Il valore di questi concetti sarà ancora più comprensibile prendendo in considerazione i quattro livelli menzionati e confrontandoli con i termini della psicologia: conscio, subconscio, inconscio e superconscio.

Le quattro menti

Il conscio

Lo stato conscio corrisponde alla coscienza vigile oggettiva circoscritta alle percezioni che l’essere umano ricava tramite l’impiego dei cinque sensi, quindi permette di conoscere la realtà nello stato di veglia. La mente conscia è quella nella quale sviluppiamo direttamente l’intelligenza e mediante la quale acquisiamo quindi la conoscenza. Potremmo chiamare la mente conscia anche mente logica o razionale. È quella che ci permette di prendere delle decisioni adeguate in particolari situazioni o istanti, badandosi sulle condizioni e l’analisi che si può effettuare al loro riguardo.
La mente conscia è quella che usiamo per sapere come fare le cose che andiamo a compiere. È con essa che prestiamo attenzione ai dettagli e con la quale portiamo a termine le nostre azioni.
Usiamo la nostra mente conscia, ad esempio, per decidere se attraversare la strada, in base al fatto di osservare l’intensità del traffico in un determinato momento.
La mente conscia molte volte fa uso dei ricordi e delle memorie immagazzinate, per cui tende a sviluppare e migliorare le sue abilità con il passare del tempo. Ma la cosa più curiosa è che mentre più si sviluppa coscientemente una abilità, più questa diventa subconscia fino a divenire inconscia.
I percorsi neuronali che compongono la mente conscia, normalmente sono forti e vengono programmati, non solo dai nostri antenati attraverso la genetica, ma anche dalla nostra infanzia, attraverso il nostro apprendimento.
Possiamo quindi dire, in definitiva, che è forse la mente conscia quella che percepiamo come la più attiva in ogni momento e con la quale forgiamo il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro.

Il subconscio

Il subconscio si colloca tra il conscio e l’inconscio. E’ l’esecutore materiale, l’attuatore. Un esecutore molto potente, ma privo della facoltà di ragionamento. Non riflette, ma obbedisce agli ordini che gli giungono dall’inconscio. In sintesi: il conscio percepisce, l’inconscio elabora e reagisce, il subconscio manifesta. La mente subconscia è la mente che si lascia raggiungere dai gusti, dai desideri e dal cuore.

Il subconscio, che possiamo affiancare concettualmente al corpo eterico, manifesta nel nostro fisico e nel mondo esterno l’ordine che ha ricevuto, attraverso il controllo che ha sulla realtà vibratoria e sull’energia vitale. Il subconscio funziona in maniera automatica e, a differenza dell’inconscio, non può divenire cosciente (se non indirettamente). Ciò significa che vi si può accedere soltanto per vie traverse, per esempio influenzando il conscio e registrando nell’inconscio messaggi diversi che cambino la sostanza contenuta negli ordini che il subconscio andrà a eseguire.

Subcoscientemente creiamo forti legami neuronali verso certe cose o persone. Ad esempio, si ha intenzione di cambiare il posto del bidone dell’immondizia, dalla cucina alla veranda; certamente ci vorrà uno o più giorni per ricordarsi della nuova collocazione. Questo perché la connessione neuronale si deve fortificare in modo subcosciente verso il nuovo luogo, mentre dovremo ragionare consciamente per trovare dove gettare la spazzatura. Ma questo non avviene solo con le azioni quotidiane. Avviene anche con i nostri sentimenti. Quando ci abituiamo a stare con qualcuno, a condividere bei momenti ed emozioni, la nostra mente subconscia si va rafforzando nelle connessioni neuronali verso questo qualcuno e successivamente può portare al sorgere dell’amore e dell’affetto. È per questo che per una madre è tanto duro perdere un figlio, perché la connessione è solida come roccia, che inizia a crearsi fin dal concepimento. La nostra mente subconscia è incaricata di obbligarci a portare a termine azioni che talora consideriamo irrazionali. Ad esempio quando sentiamo l’impulso di comprare cose inutili o di sentirci tristi o arrabbiati. Prende carico in se dei nostri sentimenti, poiché è la mente che nulla dimentica. Attraverso la mente subconscia, si ha accesso a tutti i ricordi che il cervello ha immagazzinato.

Se si desidera coscientemente ricordare tutto quello che si è fatto nella vita, è assai probabile che sia una cosa estremamente complessa. Ma le cose che si credeva aver dimenticate, possono essere ricordate se si ha accesso a questa mente subcosciente. Come per esempio quando parliamo con un vecchio amico delle esperienze passate.
Queste conversazioni in se stesse creano agganci ai nostri ricordi immagazzinati nel cervello e li estraggono ogni volta mediante la nostra mente subconscia. È grazie ad essa che possiamo ricordare cose tanto astratte come i sentimenti (ad esempio, come ci sentiamo in un certo luogo, o con certe persone) e perfino gli odori.

La maggior parte delle persone può comunicare con la nostra mente subconscia, ma anche noi stessi possiamo farlo, sebbene il processo sia di una certa difficoltà. Il subconscio comprende messaggi semplici, direttive precise e immagini. Analogamente all’inconscio, il subconscio, non distingue tra realtà e immaginazione. Dovendo eseguire gli ordini ricevuti, non fa differenza che questi siano conseguenti a una sollecitazione reale o meno. Questo fatto lo possiamo ben vedere nei sogni, all’interno dei quali un episodio spaventoso provoca le medesime reazioni emotive (inconsce) e fisiche (subconscie) che avrebbe provocato se fosse stato vissuto in realtà.

L’inconscio

La mente inconscia è la più primitiva di tutte. È quella che immagazzina tutte le esperienze vissute dalla nostra specie nei suoi milioni di anni di esistenza. È quella incaricata di gestire questioni fisiologiche tali come la respirazione, per citare l’esempio più lampante. Si può facilmente controllare la respirazione in modo conscio, aumentarla, diminuirla o trattenerla in qualsiasi momento. Ma quando non lo si fa, essendo occupati in tante altre faccende, la mente inconscia prende il controllo e permette la nostra sopravvivenza. La mente inconscia, è quella che ad esempio ci fa chiudere le palpebre quando avvertiamo un pericolo potenziale che si avvicina rapidamente. O quella che fa alzare il braccio a proteggersi per evitare un colpo in faccia. In definitiva è una mente reattiva le cui azioni derivano da milioni, miliardi di anni di esperienze.

L’inconscio è un aspetto dell’uomo che sta in profondità, esso abbraccia quindi quel complesso di processi psichici che non giunge alla soglia della coscienza. L’inconscio comprende tutto ciò che avviene in noi senza che ce ne rendiamo conto. Buona parte del processo percettivo avviene in maniera automatica e quindi inconscia; le emozioni e le conseguenti reazioni che ne scaturiscono vengono archiviate nella memoria emozionale e nella memoria reattiva, le quali appartengono a procedimenti inconsci. La memoria emozionale immagazzina le sensazioni provate in risposta a un evento vissuto e condizionerà le risposte agli avvenimenti futuri. In altre parole possiamo dire che la memoria emotiva si trasforma in memoria reattiva. Un medesimo avvenimento può avere ripercussioni emotive diverse, perché si innesta su differenti predisposizioni caratteriali, oppure perché è accompagnato da particolari  circostanze collaterali. Ciò spiega perché un uomo si comporta diversamente rispetto a un altro pur trovandosi di fronte al medesimo problema: nella sua memoria emozionale (e quindi anche in quella reattiva) sono state registrate differenti associazioni e colorazioni emotive. L’essere umano reagisce prevalentemente in modo automatico agli stimoli che gli si presentano. In maniera analoga pensa, parla e agisce. Nell’inconscio si crea un bagaglio di esperienze, sensazioni ed emozioni che, al ripresentarsi di episodi simili o che si collegano al vissuto nella memoria emozionale, influenza i pensieri, le azioni, le decisioni e il modo di percepire e affrontare gli avvenimenti della vita. L’inconscio è la sede dei nostri programmi mentali. È anche la mente che ci permette di farci sentire piacere o dolore. È lei che è incaricata di centrarci nella nostra zona di comfort e di allontanarci dai dispiaceri della vita.

Cercare di comunicare con questa mente, fino a cambiare la sua forma di dominare le nostre azioni, è l’esercizio più difficile in assoluto, dato che le sue funzioni sono determinate geneticamente, in modo molto forte ed a seguito di milioni di anni di apprendimento ed errori. Bisogna, però, sapere che l’inconscio non è inaccessibile: l’inconscio può essere risvegliato. Questo significa che, agendo in maniera adeguata, si può rievocare un fatto con tutto il suo corollario e alleggerire la carica emozionale annessa, in modo tale da modificare le informazioni archiviate nella memoria. L’inconscio non sa distinguere tra “vero” e “falso”. Essa registra  immagini, suoni, emozioni e sensazioni indistintamente, che si tratti di un fatto realmente accaduto, di un ricordo o della proiezione di aspettative o timori. L’inconscio si associa al piano astrale, delle emozioni, dei sentimenti e dei pensieri, quello dove si elabora la percezione psichica e dove si conservano i ricordi. L’inconscio, come l’astrale, è in stretta relazione con il mondo onirico. E’ proprio in tale dimensione che può manifestarsi liberamente e diventare il protagonista assoluto della scena.

Il superconscio

Il superconscio, la cui collocazione può essere identificata nel corpo causale, è il nostro Sé, la parte spirituale, l’Io, il maestro interiore, la scintilla divina. Sono proprietà del superconscio le intuizioni, le facoltà extrasensoriali, il sapere universale. Si tratta di quella porzione di noi alla quale abbiamo più difficilmente accesso, ma che è anche la più ricca e potente, capace di guidarci verso il compimento del destino e verso l’evoluzione individuale e collettiva. Per sviluppare il superconscio occorrono lavoro, attenzione, equilibrio, consapevolezza, amore. Per contattarlo si possono usare il silenzio, la meditazione, l’attenzione, i sogni. Risvegliarsi alla coscienza di essere una scintilla divina (e ricordarselo) pone al comando della nostra vita proprio questa stessa scintilla divina, ovvero l’Io, il superconscio, in sostituzione di sistemi automatici di funzionamento. Ma questo non è un traguardo così semplice. Senza troppe pretese, però, possiamo iniziare a permettere a noi stessi di scorgere, ascoltare e seguire le indicazioni, inizialmente sporadiche, che giungono dal superconscio (con la sicurezza che aumenteranno) e, così facendo, appurare che molto di ciò che sembra impossibile si può realizzare. Se riusciamo a entrare in contatto con il nostro Spirito, sarà lui a guidarci verso la realizzazione e la libertà.

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